La Quaresima “ringiovanisce”, è uno “sprazzo di luce nuova, una ragione in più per ritrovare la propria identità evangelica”. Lo ha scritto mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri-Gerace nel messaggio rivolto ai fedeli della diocesi per la Quaresima. Il presule invita a “rimeditare” il documento della Conferenza episcopale calabrese sull'”Uso cristiano del denaro e dei beni materiali”, che chiede tre cose “esigenti” e nello stesso tempo, “liberanti”: uno “stile di povertà nella vita del prete, che esprima con chiarezza la sua fede nella divina Provvidenza”; una “chiara trasparenza nella gestione economica della parrocchia, segno di una precisa scelta di appartenenza ecclesiale” e una “intelligente impostazione delle feste religiose da preparare fin d’ora, nella catechesi e nella preghiera”. Alla povertà il vescovo di Locri-Gerace – che è anche presidente della Commissione Giustizia e Pace della Cei – aggiunge l’ascolto della Parola di Dio con la ripresa dei centri Familiari di Ascolto, perché “senza confronto sistematico con la Bibbia, la nostra fede resta, e purtroppo lo è in troppi casi, devozionale e superficiale”. Mons. Bregantini chiede inoltre che venga recuperata una “antica tradizione”: il digiunare ogni venerdì di Quaresima per la pace e per le vocazioni. “Non è un obbligo canonico, come l’astinenza! – spiega – ma è un invito forte a rendere la vita cristiana più eroica. Tutti ne guadagneremo, in santità e…salute!”.