INSEGNANTI DI RELIGIONE: PIÙ ATTENZIONE ALLA “LIBERTÀ DI SCELTA” E ALLA “QUALITÀ” DELLA FORMAZIONE

Più “attenzione alla volontà di scelta delle famiglie”, più “dignità” alla loro disciplina, più impegno per la “riqualificazione” dei docenti. Sono queste, in sintesi, le principali richieste che gli insegnanti di religione cattolica fanno al mondo della scuola e al processo di riforma in atto. L’occasione è il corso nazionale che si aprirà domani, a Quartu Sant’Elena (Cagliari), per iniziativa dell’Ufficio catechistico della Cei e del Settore Cei per l’insegnamento della religione cattolica, sul tema “La dimensione dell’interdisciplinarietà tra i nuovi curricoli e l’insegnamento della religione cattolica nella scuola della riforma”. Lq questione dello statuto giuridico degli insegnanti di religione – su cui il Consiglio dei Ministri ha approvato, nei giorni scorsi, un disegno di legge che prevede l’immissione in ruolo del 70% degli oltre 20 mila insegnanti di religione cattolica attualmente nella scuola – è “uno dei risvolti decisivi” per dare “maggiore dignità” all’Irc, spiega don Roberto Rezzaghi, docente presso gli Istituti superiori di Scienze religiose di Mantova e Milano, auspicando che “sulla proposta si possa avere in Parlamento uno schieramento favorevole più ampio della stessa maggioranza”. Anticipando al Sir alcuni spunti della relazione che terrà domani a Cagliari, Rezzaghi insiste sulla necessità di “sostenere la dimensione etico-religiosa nell’educazione scolastica. Mentre si prende atto con soddisfazione di un mutato atteggiamento dell’attuale governo nei confronti del sapere religioso – precisa il relatore – si attende di vedere nei fatti se ci sarà uno sviluppo coerente con le affermazioni di principio”. Il corso di Cagliari è rivolto a 250 insegnanti di religione cattolica di ordine e grado, e si concluderà il 23 febbraio con l’intervento di mons. Vittorio Bonati, responsabile del Settore Irc della Cei.