BULLISMO: INDAGINE NELLE SCUOLE IN TRENTINO (2)

Non trascurabili le prepotenze di natura fisica: ha dovuto subire dei colpi il 17% dei ragazzi mentre il 7,2% è stato soggetto di furti. Le prepotenze di natura fisica risultano essere più frequenti tra i ragazzi, mentre tra le femmine e tra i più giovani prevalgono gli episodi di tipo verbale. In genere il prepotente si trova nella stessa classe della sua “vittima”, lo afferma il 30,8% degli intervistati, oppure è un suo coetaneo (12,2%). Buona parte degli episodi di prepotenza ha luogo, pertanto, all’interno della propria aula (27,5% del totale) oppure negli spazi più prossimi quali i corridoi (14,4%) o il cortile (16,8%). Altri luoghi dove si manifestano episodi di prepotenza sono i mezzi di trasporto ( 30% circa), la strada e la piazza (32,5%) e bar (22,5%). “Gli effetti negativi sulle attività scolastiche e formative del fenomeno del bullismo – ha commentato Lorenzo Dellai, presidente della Giunta provinciale – sono spesso visti come tempo prezioso che si sottrae alle lezioni per gestire comportamenti aggressivi degli allievi”. Ma il fenomeno non riguarda solo la comunità scolastica. Secondo Dellai, infatti, “non è specifico di una realtà o di un’epoca. La soluzione di questo problema richiede provvedimenti preventivi. Concentrare l’attenzione solo sui diretti interessati, i bulli e le loro vittime, non è sufficiente, perché innesca interventi di breve termine”. Il coinvolgimento invece, deve essere “di tutta la comunità, e soprattutto di quella maggioranza positiva silenziosa che non è fatta né di vittime né di aggressori, deve chiamare in causa “gli adulti”, siano essi genitori, insegnanti, direttori, o altri. E creare un ambiente formativo più sicuro, creato, alimentato e mantenuto dai soggetti stessi. Un clima positivo è il terreno ideale perché la maggioranza positiva possa contribuire a rispondere in maniera efficace. E questo è l’assunzione della responsabilità degli adulti. Tutti”.