“I consiglieri di amministrazione, i direttori di rete e dei tg dovrebbero essere persone professionalmente affidabili. Che poi siano di destra, di sinistra o di centro questo è normale, mentre non è normale cambiarli in base alla maggioranza di governo”, osserva il costituzionalista Ugo De Siervo, commentando la vicenda delle nomine Rai. Lo spirito della legge sulla Rai viene contraddetto ogni volta che si procede alle nomine del Consiglio di amministrazione, rileva il docente in un’intervista rilasciata al settimanale “Toscana Oggi”. E’ un atto che compete ai presidenti di Camera e Senato – ricorda – ma questi subiscono “una violenta pressione delle forze politiche con il rischio che nascano organi in cui chi entra non è autonomo rispetto a chi lo ha designato. Questo rischia di contraddire la logica e di far funzionare male il sistema, che vorrebbe garantire a questa entità una propria autonomia tecnico-professionale”. Per De Siervo le nomine del Cda Rai dovevano avvenire “in parallelo ad un significativo progredire della legislazione sul conflitto d’interessi”. Infine il costituzionalista auspica la nascita di un terzo polo televisivo: “La triste sorte della Sette, del cosiddetto terzo polo, indicano che il mercato in Italia per ora è così oligopolistico che i terzi soggetti vengono sostanzialmente emarginati. Invece, sarebbe bene favorire un terzo o addirittura un quarto soggetto concedendo la possibilità di avere delle reti nazionali forti anche dal punto di vista delle frequenze. E chiamando a raccolta soggetti professionalmente affidabili ed economicamente attrezzati, che pure ci sono: basti pensare che noi abbiamo un’editoria, sia pure molto legata al sistema industriale-finanziario, che sa fare il suo mestiere; oppure abbiamo grandi soggetti culturali e sociali, che potrebbero anche impegnarsi a gestire una rete”.