E’ il commento di Antonio Maria Baggio, presidente della Fondazione “Nuovo Millennio” alla decisione del sindacato Cgil e del suo segretario nazionale Sergio Cofferati di indire, unilateralmente, uno sciopero generale per il prossimo 5 aprile. “Bisogna evitare di creare fratture prima di avere sondato tutte le possibilità di dialogo. E’ un principio generale che ho l’impressione non sia stato rispettato”, scrive sul numero di oggi del Sir, Baggio per il quale “c’è una sostanza che motiva la scelta: l’indisponibilità da parte del sindacato a mettere in discussione i principi di dignità del lavoratore che sono contenuti nell’art.18”. Nel suo commento Baggio evidenzia anche un “rischio ideologico comune alle due parti”: “da parte dei sindacati di non rendersi conto che per difendere i valori contenuti nel lavoro bisogna riuscire ad adattare le forme di questa difesa e di questa tutela. Se invece si resta chiusi a qualunque possibilità di innovazione, il sindacato perde rappresentatività perché la realtà muta e si corre il rischio di rappresentare sempre meno la realtà”. Il rischio ideologico per il Governo e per le aziende è che “per raggiungere un obiettivo positivo di questa flessibilità si voglia indebolire il sindacato e questo non è accettabile moralmente”. “Quello che va chiesto alla parti – conclude – è di discutere dell’art.18 tenendo presente il valore della persona. Il Governo e le imprese devono dichiarare pubblicamente che i contenuti di questo articolo, quanto al principio e al valore sono condivisi anche da loro. Dopo di che si apra una discussione seria e senza strumentalizzazioni ideologiche”.