Nella lotta contro il cancro, come in qualsiasi attività di ricerca per “migliorare la salute della gente”, non si deve mai cedere “alla tentazione di una medicina e di un progresso scientifico senza regole e valori, che potrebbe tramutarsi in una pericolosa forma di ‘controllo tecnologico’ della vita”. Ricevendo, oggi, i membri della delegazione della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori, il Papa ha invitato “i credenti e le persone di buona volontà” a “suscitare nella pubblica opinione un maggior senso di solidarietà verso chi soffre e a favorire la ricerca di un opportuno equilibrio tra salute, economia e società”. Secondo Giovanni Paolo II, infatti, “è doveroso che la società e quanti sono di essa, a vario titolo, responsabili comprendano l’urgenza di finalizzare i fondi della ricerca a cause benefiche come la lotta al cancro, e sostengano concretamente quelle iniziative che migliorano la salute della gente”. Ricordando i “molti progressi” che la scienza sta compiendo nella prevenzione e nella lotta contro il cancro, il Pontefice ha ribadito che “tutti devono operare per far sì che gli esperimenti siano compiuti nel pieno rispetto della dignità umana”, mettendo cioè sempre al primo posto “la centralità della persona, a qualunque razza appartenga”. Di fronte ai tumori, ha sottolineato il Papa soffermandosi sui risvolti esistenziali di chi è alle prese con la malattia, “si è tentatti di assumere un atteggiamento sconfortato e fatalista, che deprime il malato e rende più difficile la cura”. Al contrario, invece, esperienze come queste vanno affrontate “senza drammi e con realismo, contando con fiducia sulle risorse dell’organismo umano e sulla ricerca medica”. Tra i vari ambiti di ricerca del settore, Giovanni Paolo II ha menzionato quello sulla terapia del dolore, “un campo quanto mai attuale – ha detto il Santo Padre – perché, migliorando la qualità della vita di coloro che sono afflitti dalla malattia, dà loro la possibilità di essere alleviati e sostenuti validamente”.