Un fantoccio di stoffa imbottita di ovatta, rivestito da uno “stolone” del 1400, ossia da un collage di vesti liturgiche, è stato trovato al posto del presunto corpo contenuto nell’urna delle reliquie di San Sisto, che si trova nella Cattedrale di Savona. La scoperta è stata resa nota dalla studiosa d’arte Marta Tassinari, che in un convegno che si è tenuto ieri a Savona ha svelato i retroscena del ritrovamento dello “stolone”, avvenuta per caso, sei anni fa, quando l’allora parroco della cattedrale don Andrea Giusto decise di illuminare la nicchia contenente l’urna delle reliquie di san Sisto. Quest’operazione portò alla luce la presenza di un tessuto rosso attorno al presunto corpo del Papa martire. L’urna era stata sottratta alle catacombe di Priscilla nel 1611, portata a Savona l’anno successivo e custodita prima nel convento di san Giacomo e poi nel 1801 nella cattedrale. Quando l’urna di san Sisto è stata aperta per motivi di manutenzione il “cadavere” del Papa martire si è rivelato null’altro che un fantoccio di stoffa imbottita di ovatta, collocato sopra la cassetta contenente le reliquie. In compenso è spuntata, oltre allo “stolone”, una stola di tessuto rosso con il simbolo della famiglia Della Rovere, le ghiande. Lo “stolone” si è rivelato invece un abile collage di quattro vesti liturgiche dell’epoca dei Della Rovere, probabilmente le stesse che, secondo un documento del 1812, erano state disfatte per poi essere bruciate. Nello “stolone” figurano due tipi di ricami: le otto figure di santi incorniciate in edicole gotiche – l’Annunziata, l’Angelo Gabriele, la Madonna col bambino, il Cristo Salvator mundi, san Pietro, san Paolo, san Giacomo e sant’Andrea – che potrebbero essere attribuite all’artista Antoine De Lonhy; e la figura centrale di san Giovanni evangelista, disegnata da un’artista di scuola toscana. I due medaglioni della stola, raffiguranti san Lorenzo e san Giovanni evangelista, richiamano invece lo stile della pittura lombarda del ‘400.