MINORI IN CAMPANIA, LA REGIONE PIÙ GIOVANE D’ITALIA (2)

Durante l’incontro di questa mattina nella “Casina del Boschetto” della Villa Comunale di Napoli, Giustina Orientale, della Facoltà di Sociologia della “Federico II” di Napoli, ha presentato alcuni dati sulle politiche per i minori, offerte daii Comuni campani. Nel 33% dei 534 Comuni campani, che hanno compilato le schede inviate dall’Università per la ricerca (i restanti 17 non hanno risposto ai questionari), non c’è nessun tipo d’intervento a favore dei minori oppure è molto scarso. I minori con disagio seguiti dai servizi sociali sono solo il 3%. A segnalare i casi è prevalentemente la scuola. Nelle strutture organizzative dei servizi sociali comunali il 30% del personale coinvolto si qualifica come assistente sociale, mentre un altro 30% non ha alcuna professionalità specifica. Il Comune gestisce le attività a favore dei minori il 50% da solo (soprattutto per i servizi tradizionali come il sostegno economico e gli asili nido) e l’altro 50% con enti esterni. Il 38% dei Comuni ha un ufficio dedicato specificamente ai minori, il 34% ha un piano per i minori, il 7% una Consulta, il 4% altri servizi a favore di questa categoria. Per quanto concerne il tipo di attività offerte, il 50% è di tipo ludico-ricreativo, il 26% riguarda l’assistenza familiare, il 10% i servizi d’informazione, l’11% l’affido e i servizi residenziali, l’1,4% gli asili nido. Partecipano ai progetti oltre 128.000 bambini, che si dividono così: il 60% minori a rischio, il 17% senza problemi, il 12% disabili, il 2% immigrati.