INTERNET: VATICANO, NO AL “CIBER-TERRORISMO” E ALL'”IMPERIALISMO CULTURALE”, SÌ ALLA “GLOBALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETÀ”

“Internet può unire le persone, ma può anche dividerle, sia come individui sia come gruppi diffidenti l’uno nei confronti dell’altro e sperati dall’ideologia, dalla politica, da passioni, dalla razza, dall’etnia, da differenze intergenerazionali e perfino dalla religione”. E’quanto afferma il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, che oggi ha presentato alla stampa due documenti sulla “rete”: “Etica in Internet” e “Chiesa in Internet”. Internet, in passato – si legge nel primo testo citato – “è già stato utilizzato in modo aggressivo, quasi come un’arma di guerra, e si parla già del pericolo rappresentato dal ‘ciber-terrorismo’”. Questo perché, spiega il dicastero vaticano, “i muovi mezzi di comunicazione sociale sono strumenti potenti di educazione e di arricchimento culturale, di commercio e partecipazione politica, di dialogo e comprensione interculturali”, ma “possono anche essere utilizzati per sfruttare, manipolare, dominare e corrompere”. Internet, in particolare, è un “meraviglioso strumento tecnologico” che “sta facendo del bene e promette di farne ancora di più”, ma può fare anche del male”, se non mette al centro valori come la dignità della persona, il bene comune, la solidarietà. Un esempio per tutti: la globalizzazione, che riguardo all’accesso alle nuove tecnologie può produrre “una forma di discriminazione che divide i ricchi dai poveri, fra le nazioni e al loro interno” e che rappresenta “una versione aggiornata dell’antico divario fra i ricchi e i poveri di informazioni”. Di qui la necessità, si legge nel testo citato, di “individuare modi per rendere Internet accessibile ai gruppi meno avvantaggiati, sia direttamente sia collegandolo a mezzi di comunicazioni tradizionali a più basso costo. Il ciberspazio dovrebbe essere una fonte di informazioni e servizi accessibili a tutti gratuitamente e in una vasta gamma di lingue” (segue).