INTERNET: VATICANO, UN “DECALOGO” PER UTILIZZARLI “IN MODO CREATIVO”

I cattolici devono usare Internet “in modo creativo”, senza “tirarsi indietro per paura della tecnologia”. L’appello è contenuto nel documento “La Chiesa in Internet”, elaborato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali e presentato oggi in Vaticano. “La Chiesa – si legge nel testo – ha bisogno di comprendere Internet” per “comunicare efficacemente con le persone, in particolare quelle giovani”. “Entrare in ciberspazio”, quindi, è una sorta di dovere ecclesiale, “importante per molte attività e numerosi programmi ecclesiali quali l’evangelizzazione, la nuova evangelizzazione e la tradizionale opera missionaria ‘ad gentes’, la catechesi e altri tipi di educazione, notizie e informazioni, l’apologetica, governo, amministrazione e alcune forme di direzione spirituale e pastorale”. Il documento vaticano si conclude con una specie di “decalogo” per una “valutazione realistica dei contenuti di Internet”. Questi gli ingredienti dell’appello rivolto “ai responsabili ecclesiali, agli agenti pastorali, agli educatori, ai genitori e in particolare ai giovani”: “molta prudenza”, per “individuare con chiarezza il potenziale di bene e di male di questo nuovo strumento”; giustizia, a favore di una “globalizzazione della solidarietà”; forza e coraggio, per “difendere la fede contro il relativismo religioso e morale, l’altruismo e la generosità contro il consumismo individualistico e la decenza contro la sensualità e il peccato”; temperanza, per utilizzare “saggiamente” e con auto-disciplina Internet. Ai genitori, il dicastero pontificio chiede di “aiutare i figli a divenire utenti di Internet responsabili e capaci di discernimento”, mentre ai giovani ricorda che Internet offre loro “la possibilità immensa di fare il bene e il male, a se stessi e agli altri”. Internet, dunque, “non è soltanto uno strumento di svago e di gratificazione consumistica”, e i giovani “possono essere chiamati ad andare controcorrente, a esercitare controcultura, perfino a subire persecuzione per il vero e il buono”.