Promuovere una “cultura a misura della persona umana”, mettendo “a disposizione della cristianità e della società italiana le competenze dei migliori ricercatori e scienziati per approfondire il mistero dell’umano”. E’ questa la missione cui è chiamata l’Università oggi, anch’essa al centro di “un contesto sociale e culturale, nazionale e internazionale oscuro e difficile”. Lo ha detto questa mattina il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, nell’omelia pronunciata per l’apertura dell’anno accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore alla quale hanno preso la parola anche il ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti e il rettore Sergio Zaninelli. ” “La violenza, ha detto il card. Martini, costituisce “uno dei principali e più gravi problemi del nostro contesto internazionale” tanto da aver spinto Giovanni Paolo II ad indire il 24 gennaio scorso la grande preghiera di tutte le religioni ad Assisi per la pace. Ricordando il messaggio lanciato dal papa per la giornata della pace, il card. Martini ha indicato nell’umiltà e nel perdono le vie per mitigare nei cuori degli uomini la violenza. “Il perdono – ha detto – non ha solo una valenza religiosa. E’ un momento arduo ma necessario per una duratura riconciliazione e pacificazione dei cuori e delle menti”. L’arcivescovo ha osservato che è l’uomo ad essere malato di violenza “che è poi sempre anche follia”. Ecco perché – ha detto Martini – la questione antropologica emerge sempre più spesso nei dibattiti contemporanei. Di fronte ad “un mondo gravido di violenze e impaurito dal diffondersi del terrorismo internazionale”, ognuno è costretto a “porsi le vere domande: quelle della verità su Dio e quelle della verità sull’uomo”. “Queste visioni di fede su Dio e sull’uomo – ha detto l’arcivescovo – fanno parte di quella missione che ispirava, ottanta anni fa, i fondatori dell’Università”. Si trattava e “si tratta tuttora” di promuovere una cultura a misura della persona umana, partendo da una “visione di umanesimo in cui gli orizzonti della scienza e quello della fede non solo non fossero in conflitto, ma potessero illuminarsi a vicenda nella ricerca disinteressata della verità”. L’augurio del cardinale all’Università Cattolica di oggi è quello di “approfondire con tutti i mezzi della ricerca scientifica e critica la verità sull’uomo tenendo aperti gli orizzonti della trascendenza e della sua destinazione eterna”.” “