MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA: JEAN VANIER, LO “SCANDALO” DEI DISABILI E… IL SORRISO DI ANTONIO

“Umanamente parlando”, i disabili sono “uno scandalo”, eppure il Papa non si stanca, “giorno dopo giorno”, di portare avanti una visione di “civilizzazione dell’amore”, invitando ciascuno di noi “ad accogliere ogni persona indipendentemente dalle sue qualità o difetti, e ad accettare le nostre responsabilità per i malati, gli emarginati, i poveri e gli oppressi”. Lo ha detto oggi Jean Vanier, fondatore dell’ “Arche” e delle comunità “Fede e luce” per l’accoglienza e l’integrazione dei malati mentali e dei disabili; la prima è diffusa in 29 Paesi, con 117 comunità, le seconde sono 1.500. “Viviamo in un mondo – ha proseguito Vanier – pieno di conflitti, disuguaglianze, un mondo dove l’egoismo, l’odio e la violenza troppo spesso sembrano mettere in ombra le opere di amore”. Gli handicappati mentali, in particolare, “sono tra le persone più oppresse, derise, rifiutate ed escluse; non sono graditi nel nostro stressante mondo di competizione”. Molti, ha aggiunto Vanier, “li considerano un fastidio, un disturbo, qualcosa di meno che umano, che non ha alcun valore”; solo in Francia, ad esempio, “il 96% di donne che sanno di avere nel loro ventre un bambino con handicap, abortiscono”. Chi vive con i malati mentali, ha assicurato invece Vanier, conosce “la loro capacità di aprire i cuori, di aiutare le persone a diventare pienamente umane, di condurre la gente al mistero dello spirito e dell’incontro con Cristo”. Come Antonio, ha raccontato il fondatore dell’Arche, un giovane con diverse disabilità fisiche e mentali, che “ha un viso incredibile e una capacità di toccare i cuori. Quando lo chiami per nome, la sua faccia si illumina”. Antonio, per Vanier, è nostro “maestro”, perché ci insegna che i disabili “reclamano affetto, relazioni fedeli e comprensive”, ma hanno soprattutto “un modo misterioso di abbattere le barriere tra i cuori delle persone”, di insegnarci che “il tesoro degli esseri umani sono le relazioni, il cuore. La strada della risoluzione dei conflitti e della giustizia – ha concluso Vanier – può solo passare attraverso il dialogo, la relazione e l’amore”.