“La situazione di miseria di tanti uomini del nostro tempo può diventare occasione per andare oltre il proprio io, una sfida alla gratuità”. Lo ha detto oggi mons. Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, presentando alla stampa il Messaggio del Papa per la Quaresima, che ha per tema: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Facendo appello alla “generosità fattiva verso i fratelli più poveri”, ha sottolineato Cordes, Giovanni Paolo II “non si limita a chiedere denaro”, ma chiede all’uomo di sfuggire alla “tentazione crescente” di credersi “padrone” e “creatore di se stesso”. E’ la “convinzione di essere autosufficiente, di non aver bisogno dell’altro”, quella a cui il Papa invita a non cedere, partendo dalla convinzione del “l’uomo non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé”, come si legge nella “Gaudium et spes”. Il presidente del dicastero pontificio si è anche soffermato sull’attività di “Cor Unum, che in trent’anni ha raccolto aiuti per più di 87 milioni e 500 mila dollari; senza contare, poi, la colletta che il Papa ha proposto per la giornata di digiuno del 14 dicembre scorso, per la quale, fino al 31 dicembre, sono giunte offerte per una somma complessiva di più di 2 milioni di euro”.
In merito alla critica, avanzata da alcuni missionari italiani, di aver scelto la Banca di Roma quale istituto incaricato di custodire tale raccolta, mons. Cordes ha spiegato: “Avevamo bisogno di una banca che operasse in Italia e che fosse conosciuta in tutto il mondo, per questo abbiamo scelto la Banca di Roma”. Con la quale, ha aggiunto, “anche la banca vaticana lavora”. “I missionari – ha proseguito – avevano suggerito di ricorrere ad una banca etica popolare, ma noi avevamo il dovere di scegliere un istituto riconoscibile in tutto il mondo. Anche in Germania vi sono molte banche etiche, ma questo avrebbe complicato l’informazione sull’iniziativa”.