Sei detenuti della casa circondariale di Arienzo (dove ne sono rinchiusi un centinaio), accompagnati dal vescovo di Acerra, mons. Giovanni Salvatore Rinaldi, dal cappellano e da due sacerdoti della diocesi, sono stamattina all’udienza del Papa del mercoledì. “Il cappellano – spiega mons. Rinaldi – ha avuto l’idea di portare dal Santo Padre il gruppo di giovani carcerati che sta seguendo, da ottobre scorso, per un cammino di fede di iniziazione cristiana. Alcuni di loro, infatti, debbono ricevere ancora l’eucaristia, altri la cresima o c’è chi si deve sposare”.” “In realtà, sarebbero dovuti essere dieci i partecipanti all’udienza a S. Pietro, ma il giudice di sorveglianza ha concesso solo a sei il permesso. “Di loro – dice il presule – quattro sono italiani, uno è croato, l’altro albanese, entrambi di fede cattolica. Nel gruppo dei dieci c’è anche un musulmano che vorrebbe abiurare il suo credo per abbracciare il nostro, ma i tempi non sono ancora maturi”. ” “Per mons. Rinaldi, che ha visitato più volte questi detenuti, grande merito per il cammino intrapreso va attribuito al cappellano, che tutti i giorni si reca in carcere, la domenica celebra la messa e due volte a settimana tiene incontri di catechesi con i dieci giovani. “A Natale hanno allestito un recital – ricorda il presule – ed è stato bello vedere la partecipazione di algerini e marocchini anche alla scena della natività, ponendo l’accento, così, sull’aspetto dell’interculturalità”. ” “” “” “