SIREUROPA: I CATTOLICI TEDESCHI PER “UNA COSCIENZA EUROPEA”

“Assumiamoci la nostra responsabilità per una nuova epoca dell’integrazione europea”- Con queste parole di Hans Joachim Meyer, si è aperto ieri a Berlino, dove si concluderà sabato 2 marzo, il Colloquio europeo organizzato dallo ZdK (Comitato centrale dei cattolici tedeschi), al quale prendono parte più di 120 personalità provenienti da 19 Paesi europei. Nei discorsi d’apertura Hans Joachim Meyer, presidente dell’organismo cattolico, e Michel Camdessus, presidente delle Settimane sociali francesi, hanno messo in rilievo l’importanza del ruolo dei cattolici per la costruzione della nuova Europa. Meyer in particolare si è soffermato sul ruolo del “Concilio Vaticano II quale base per l’inserimento dei laici cattolici per l’Europa”, sviluppando il suo intervento sui “moventi e le finalità dell’iniziativa tedesco-francese per un manifesto europeo”, quindi sul fatto che “l’Europa ha bisogno di un accertamento del suo etos, dell’atteggiamento fondamentale morale, che deve essere alla base del progetto europeo”, sulla “base per il comune impegno per l’Europa”. Meyer ha quindi individuato altri temi centrali per la discussione: “l’attualità dei principi sociali cristiani di personalità-sussidiarietà-solidarietà”, “l’ampliamento ad Est come processo storico meritevole del sostegno dei cattolici”, ed infine “la ‘Convenzione per il futuro dell’Europa’”, che costituisce un vero e proprio “punto di partenza del lavoro politico europeo dei cattolici” anche alla luce di una futura “costruzione di un network di cristiani europei”. Già da un primo incontro del dicembre 1999 a Parigi erano stati cercati punti di collaborazione tra le Settimane sociali francesi e lo ZdK tedesco, sfociati nel “Manifesto per una coscienza europea”. Un rapporto che ora si desidera sviluppare, spiega Meyer, per “poter articolare il contributo cristiano al dibattito sui valori e gli obiettivi dell’Unione Europea” del quale “si vuole accentuare l’apertura ecumenica”. Per questo motivo è da salutare con gioia, “la presenza al colloquio degli amici delle Settimane sociali europee, che hanno dichiarato la loro disponibilità a contribuire alle prossime tappe della collaborazione.” Nella “costruzione di un comune pubblico europeo” Meyer ravvisa “un compito cristiano prioritario, nel quale i laici devono percepire la loro peculiare responsabilità per la vita della società” e la prima tappa di questo lavoro deve essere, a suo parere, “il ‘Manifesto per una coscienza europea’ in otto lingue”.