IL PAPA ALL’AMBASCIATORE DELL’ECUADOR: “IL PROGRESSO DEI POPOLI RICHIEDE ONESTÀ E GIUSTIZIA”

“Un progresso dei popoli stabile e integrale, richiede l’onestà dei suoi amministratori, l’equità nella distribuzione dei beni e una coscienza della responsabilità e solidarietà tra tutti i cittadini, vale a dire valori etici, senza i quali si può aumentare la produzione ma non conseguire veri beni”. E’ quanto ha ribadito oggi Giovanni Paolo II nel suo discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell’Ecuador presso la Santa Sede, Marcelo Fernandez de Cordoba Ponce, in occasione della presentazione delle Lettere credenziali. Il Papa ha parlato della difficile congiuntura economica che sta vivendo il Paese latino-americano, che produce, oltre all’emigrazione all’estero, “carenze nell’assistenza sociale e sanitaria, mancanza di posti di lavoro e paralisi dei progetti di sviluppo e promozione”. In una situazione di questo tipo, ha ricordato il Papa, la Chiesa “non rimane insensibile davanti ai tanti drammi personali, familiari e sociali che ne derivano”. Perciò sta facendo il possibile “per stare molto vicina al popolo ecuadoriano, portando ogni forma di aiuto, specialmente ai più bisognosi”, “senza pretendere di mischiarsi, supplire o sostituire le competenze di chi ha la responsabilità di governare nella società civile”. Il fenomeno dell’emigrazione in altri Paesi, in particolare, va affrontato nei Paesi di destinazione ma anche, sottolinea Giovanni Paolo “con una decisa azione nel Paese d’origine” combattendo innanzitutto “le cause per cui molti cittadini si vedono obbligati a lasciare la propria terra” e impedendo “con tutti i mezzi possibili ogni forma di illegalità, corruzione e delinquenza spietata che tante volte trasforma gli emigranti in un moderno e crudele traffico di schiavi”. Il Papa ha infine lodato le iniziative di dialogo sociale tra autorità statali e gruppi etnici, auspicando che l’Ecuador possa essere “nel contesto andino, un esempio e un promotore della convivenza e della pace”.