In un momento in cui “gli attentati e le rappresaglie si sono drammaticamente intensificati, facendo assai aumentare da entrambe le parti il numero delle vittime”, israeliani e palestinesi devono “cambiare decisamente strada, superando la logica delle armi per entrare in quella della coesistenza e della reciproca accettazione”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi, a Roma, il Consiglio permanente dei vescovi italiani. La “spirale perversa” in cui è avvolta la Terrasanta, “apparentemente senza via d’uscita”, in realtà “conferma quanto sia sbagliata e rovinosa la presunzione di poter imporre con la forza delle armi la soluzione ritenuta per sé più sicura e vantaggiosa”: la “scelta” di “cambiare strada”, è certo “difficilissima”, ha ammesso il cardinale, “ma senza ragionevole alternativa”, e comporta, come ha ricordato il Papa, “un immediato cessate il fuoco” ed il rispetto della legge internazionale. Non senza, tuttavia, che “tutti i Paesi in grado di influire sulle parti in conflitto esercitino concordemente la più forte e determinata pressione” per riportare le parti in conflitto “al tavolo del negoziato”. Un “contributo di grande importanza” a favore della “costruzione di assetti mondiali più stabili, pacifici e collaborativi”, ha aggiunto Ruini, “può e deve essere dato dall’ulteriore sviluppo dell’unità europea”, alla cui “anima” l’Italia, “e in particolare i cattolici italiani, possono molto contribuire a dare molto vigore”, anche favorendo nell’Unione l’ingresso dei Paesi dell’Europa centrale e orientale. In un mondo, infine, “sempre più ‘comunicante’ e interdipendente”, secondo il presidente della Cei le religioni possono svolgere un compito importante “anche sul piano pubblico, sociale e internazionale”: il loro essere “portatrici di pace”, infatti, le pone “all’avanguardia della storia, come indispensabili guide morali e come matrici di rinnovamento culturale, civile ed istituzionale”.