TV SENZA FRONTIERE: LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO PIÙ TUTELA DEI MINORI E DELLE IDENTITÀ LOCALI NELLA NORMATIVA CEE

32 associazioni, enti e coordinamenti di categoria, hanno partecipato alla consultazione promossa dall’autorità per le garanzie nelle comunicazioni in vista in una revisione della normativa comunitaria sulla cosiddetta “tv senza frontiere”. Il punto sugli esiti di tale consultazione è stato fatto oggi a Napoli nel corso di un workshop promosso dalla stessa autorità. Le associazioni e i coordinamenti cattolici come il Copercom, l’Agesc, il Corallo, l’Ucsi, hanno sollecitato la revisione e l’ampliamento delle disposizioni comunitarie a difesa dei soggetti deboli e una valorizzazione delle identità locali. “Oggi i più giovani sono allo stesso tempo i più attrezzati per utilizzare le nuove tecnologie – ha sottolineato Alfredo Meocci dell’autorità per le garanzie per le comunicazioni – ma anche i più fragili e i più esposti ai rischi del nuovo sistema interattivo e multimediale. Per ciò vanno pensate regole e sanzioni più efficaci e, se necessario, prevedere anche la creazione e l’intervento di un’autorità europea a questo scopo”. Mentre si progetta la nuova Europa, ha osservato Enzo Cheli, presidente dell’autorità, “dobbiamo porci il problema della validità e dell’attualità della normativa comunitaria. In particolare chiederci se necessario andare verso forme nuove di incentivazione di programmi di qualità. E collaborare nell’attività di controllo e segnalazione degli abusi”. “Non si può demandare tutto all’autoregolamentazione – ha aggiunto Meocci – perché alcuni valori così come alcune identità rischiano di essere costantemente penalizzati. Un altro versante di impegno deve essere infatti quello volto alla difesa e promozione delle identità locali e del territorio nel contesto del mercato europeo”.