“La chiarezza, la sincerità e il coraggio di monsignor Duarte risultavano scomodi per molti”. Lo ricorda mons. Alberto Giraldo Jaramillo, arcivescovo di Medellin e presidente della Conferenza episcopale colombiana, in un comunicato a tutti i colombiani reso noto all’indomani dell’assassinio di mons. Isaias Duarte Cancino, arcivescovo di Cali. Secondo mons. Giraldo si voleva, in questo modo, creare “maggiore confusione per far regnare il caos e lo sconcerto”. Ma “ora più che mai – afferma – ci sentiamo come una unica grande famiglia che piange per il crimine commesso contro uno dei suoi membri”. Il Papa ha deplorato l’omicidio del vescovo colombiano durante l’Angelus di ieri, e in un telegramma inviato oggi a mons. Giraldo parla di questo “pastore generoso e coraggioso”, impegnato nella ricerca della pace e della giustizia per un “popolo provato da conflitti, sequestri di persona e da ogni tipo di sofferenza”. Mons. Duarte, scrive Giovanni Paolo II, esortava la Chiesa “a non lasciarsi vincere dalla sfiducia e dalle difficoltà nella missione di proclamare il Vangelo della vita e della pace, rendendolo presente nella società attraverso l’impegno di costruire forme di convivenza più fraterne, solidali e pacifiche”. Il Papa esprime la sua “ferma disapprovazione” di fronte a qualsiasi “offesa alla vita e alla dignità della persona” e invoca l’onnipotenza di Dio “perché aiuti le autorità e il popolo colombiano ad intraprendere con decisione il cammino che conduce all’autentica pace, frutto della giustizia, del dialogo e del rispetto dei diritti fondamentali di ogni essere umano”.