Nell’ultimo anno le scommesse sportive sono aumentate del 23,2%, mentre il Lotto è cresciuto del 65,6% in Italia, al secondo posto nel mondo per le spese legali nel gioco d’azzardo: oltre 18 miliardi di euro (35mila miliardi di lire), 271 euro pro capite. In rapporto agli abitanti, “il popolo italiano è il primo al mondo per versamento di denaro nell’azzardo”. Lo evidenzia il sociologo Maurizio Fiasco nella ricerca “Gioco d’azzardo e usura”, promossa dalla Consulta nazionale antiusura e presentata stamani alla Domus Mariae durante una conferenza stampa. Il profilo dei giocatori si delinea tra famiglie numerose, persone indebitate, lavoratori dipendenti del sommerso: il 56% degli strati sociali medio bassi, il 66% dei disoccupati e il 47% delle fasce di popolazione più povera; nelle sale Bingo le casalinghe sarebbero oltre il 55% dei giocatori. È in atto “un mutamento strategico del mercato dei giochi: si passa dalle élite alle famiglie; infatti 36 proposte di legge prevedono aperture di casinò in località termali o turistiche di massa, mentre già esistono raccolte di scommesse via Internet”, ha rilevato Fiasco. “Di gioco ci si ammala e si può anche morire”, ha denunciato mons. Alberto D’Urso, segretario nazionale della Consulta antiusura: un allarme raccolto dai centri di ascolto delle Fondazioni Antiusura, che registrano un aumento di vittime del gioco: ben il 10% delle persone entrate in una sala Bingo diventa giocatore patologico. E poi “si ruba per giocare oppure ci si indebita”, ha evidenziato padre Massimo Rastrelli, presidente della Consulta, condannando “una concezione totalmente ludica della vita”. La Consulta – che raccoglie più di 20 Fondazioni – organizzerà un convegno a Roma il 10 e 11 aprile, su “Famiglia, usura e sovraindebitamento”, in collaborazione con la Cei.