ISRAELE-PALESTINA: CAMPAGNA CONTRO LE MINE, “TROPPI ORDIGNI CHE DISTRUGGONO LA VITA DEI CIVILI”

“Sconcerto” e “indignazione” per la morte di una donna e dei suoi quattro figli, avvenuta domenica scorsa, a seguito dell’esplosione di una mina presso el-Boureij (Gaza) è stato espresso all’indomani della tragedia dalla Campagna italiana contro le mine. “Non possiamo rimanere in silenzio di fronte all’offesa alla vita umana che questi orribili ordigni continuano ad arrecare in troppe parti del mondo”, afferma Tonio Dell’Olio, presidente della Campagna e segretario nazionale di Pax Christi Italia, ricordando, tra l’altro, che lo Stato di Israele non è tra i 142 Stati che fino ad oggi hanno firmato il Trattato di Ottawa per la messa al bando definitiva delle mine antipersona. “La donna e i suoi figli al momento dell’esplosione erano a bordo di un carretto trainato da un asino – fa notare Dell’Olio -. Il numero più elevato di vittime , infatti, bisogna contarlo tra i civili e, soprattutto tra i più poveri. Se abbiamo potuto conoscere i nomi di queste vittime è soltanto perché in questo momento i riflettori dell’informazione internazionale sono puntati sul Medio Oriente, ma non possiamo dimenticare che ogni 20 minuti vi è un’esplosione da mina nel mondo con conseguenti vittime e il più delle volte la stampa internazionale ignora o dimentica il dramma e il calvario che seguono ad ogni deflagrazione”.