UCCISIONE DI MARCO BIAGI: IL RICORDO DI P.TARCHI, T.GHIRELLI, MONS. G.M. BREGANTINI

“Una persona molto preparata, appassionata alle novità che attraversano il mondo del lavoro, capace di ascoltare e mediare le posizioni”. Così don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei per problemi sociali e il lavoro, ricorda Marco Biagi, l’economista, consulente del ministro del Lavoro, assassinato ieri sera in pieno centro a Bologna. “Ho conosciuto Biagi in un recente incontro della Consulta nazionale del lavoro della chiesa italiana, – ricorda don Tarchi -. In quell’occasione presentò il ‘Libro bianco sul mercato del lavoro’ pubblicato nell’ottobre scorso a cui lui stesso aveva lavorato. Suscitò un’ottima impressione. La sua comunicazione, molto bella, fu seguita da un attento dibattito in cui non mancarono le perplessità legate alle insicurezze e al senso di incertezza che una flessibilità non sostenibile e non guidata può creare. Biagi in quell’occasione si rivelò una persona competente, in grado di ascoltare, di mediare e dialogare e capace di recepire il nuovo senza calpestare il passato”. Secondo don Tarchi, la posizione di Biagi, di fronte all’asprezza dei toni che hanno caratterizzato il dibattito sul lavoro, “era quella del dialogo e della ricerca di un consenso anche faticoso e non della radicalizzazione delle posizioni. Biagi sembrava essere la persona giusta per mediare le diverse posizioni”. Dinanzi alla sua morte “l’auspicio è che tutte le parti in causa, Governo, sindacati e industriali raffreddino i toni e facciano riemergere la necessità di dialogare perché solo nel dialogo si possono dirimere i nodi. Credo che sia questa la lezione di Biagi”. Mons. Tommaso Ghirelli, vicario episcopale nella diocesi di Bologna e incaricato regionale per la pastorale del lavoro, ne ricorda, in una testimonianza, “la religiosità sentita e profonda, caratterizzata da riservatezza e umiltà”. Ed aggiunge: “Si batteva per la tutela dei lavoratori: mirava a renderla più efficace sul piano giuridico e pratico. La iper-tutela di alcuni, sosteneva, non deve tradursi nella sotto-tutela degli altri. Dal settore dell’occupazione, la tutela tende a spostarsi a quello del mercato, perché oggi il lavoratore è più mobile”. Anche mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e del lavoro ricorda Biagi come “un uomo molto chiaro e leale, aperto ad ogni suggerimento. Aveva una grande competenza e grande rispetto”. In un’intervista a One – O – Five Live, il canale Fm della Radio Vaticana, mons. Bregantini definisce l’assassinio dell’economista “un gesto terribile che arriva puntuale a colpire in un momento di grande tensione per il Paese. E’ un delitto che chiede sforzo ulteriore di dialogo e di incontro”.