CARD. HOYOS: “LE LEGGI DELLA CHIESA SONO SERIE E SEVERE” CONTRO GLI ABUSI SESSUALI COMMESSI DAI SACERDOTI (2)

Contro gli abusi sessuali commessi dai chierici a danni dei minori “le leggi della Chiesa sono serie e severe”, ha sottolineato il card. Hoyos, citando in particolare la lettera apostolica “Sacramentorum sanctitatis tutela” del 30 aprile 2001 con le “Normae de gravioribus delictis Congregationi Pro Doctrina Fidei reservatis”, oltre ai canoni 1395, paragrafo 2 del Codice di diritto canonico, e il can.1435, paragrafo 1, del Codice delle Chiese orientali. In particolare, ha spiegato il prefetto della Congregazione per il clero, “con le vecchie norme si poteva parlare di pedofilia se un chierico aveva un comportamento delittuoso di questo genere con un minore di meno di 16 anni. Ora questo limite di età è stato innalzato a 18 anni. Inoltre per questo tipo di delitto è stata prolungata la prescrizione a dieci anni ed è stato stabilito che scatti a partire dal compimenti dei 18 anni della vittima a prescindere da quando abbia subito l’abuso”. “Vorrei vedere – ha aggiunto Hoyos – in quali legislazioni del mondo” si riscontra la medesima severità stabilita dalle norme della Chiesa. Ciononostante, ha tenuto a precisare Hoyos, le norme ecclesiastiche sono “concepite dentro la tradizione, già apostolica, di trattare le cose interne all’interno”, perciò “si riserva alla Congregazione per la dottrina della fede la competenza su una serie di gravi delitti contro la santità dei Sacramenti e contro la specifica missione educativa dei Ministri sacri verso i giovani, tra i quali la pedofilia”. Questo non significa che i sacerdoti si sottraggano “a qualsiasi ordinamento civile vigente nei diversi paesi”, ma essi chiedono di essere trattati “come gli altri cittadini, non con un vantaggio o con uno svantaggio”. Il Papa, ha aggiunto li cardinale, “è solidale con i vescovi e con i sacerdoti soprattutto di quelle diocesi che si trovano ad affrontare questi problemi”.