E’ stata presentata oggi l’Editio typica tertia del Missale Romanum, curata dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Editio typica significa che il testo, destinato alla celebrazione eucaristica in lingua latina e base per tutte le traduzioni nelle lingue nazionali, non è semplicemente una ripubblicazione dell’edizione del 1975 con qualche correzione, ma una nuova edizione aggiornata. Il messale nella sua edizione rinnovata “rappresenta senza dubbio – ha affermato mons. Tamburrino, segretario della Congregazione – il dono offerto dalla Santa Sede e dal Santo Padre alle Chiese particolari di rito romano, con la garanzia dell’autenticità, in sostanziale fedeltà alla traditio ereditata da chi ci ha preceduti e trasmessa alla generazione che viene. Tuttavia, a guardare con attenzione, questa terza edizione ha tenuto conto di particolari adattamenti del Messale Romano, avvenuti negli ultimi trent’anni in molte chiese locali mediante le traduzioni nelle lingue parlate, confermate dalla Santa Sede; rappresenta, quindi, sotto qualche aspetto, uno sviluppo del Rito romano”. “Per esempio – ha proseguito mons. Tamburrino – in parecchi Messali era stata autorizzata l’introduzione del Simbolo Apostolico accanto al Simbolo Niceno-Costantinopolitano. La possibilità di scegliere facoltativamente questa formula, introduce nel Messale un Simbolo occidentale attestato a Roma dal III secolo e che è in uso anche nelle Comunità luterane, calviniste, anglicane, presbiteriane, valdesi”. (segue)