L’impegno dei Paesi dell’UE “affinché entro il 2006 la media degli aiuti destinati ai Paesi poveri raggiunga lo 0,39% del Pil”, assunto il 21 marzo dal primo ministro spagnolo Aznar, in qualità di Presidente di turno dell’Unione Europea, alla Conferenza di Monterrey soddisfa le Ong italiane. “L’Italia, con il suo 0,13% del Pil destinato attualmente all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo – dichiara da Monterrey il Presidente dell’Associazione delle Ong italiane Sergio Marelli, membro della Delegazione ufficiale dell’Italia alla Conferenza – dovrà compiere uno sforzo notevole per adeguarsi a tale obiettivo. Raddoppiare nell’arco di 4 anni le risorse destinate all’aiuto per i Paesi poveri è un cammino tanto doveroso quanto impegnativo, soprattutto se, come chiedono le Ong, ciò sarà garantito destinandovi risorse “fresche” e non mediante la contabilizzazione di altre voci di spesa quali la cancellazione del debito estero”. “Un incremento delle risorse ripropone anche la questione di una loro efficace e trasparente gestione – continua Marelli – e questo vale sia a livello nazionale che a livello internazionale. Ad esempio, la differenza tra quanto stanziato e l’effettiva erogazione destinata ai progetti delle Ong resta un serio problema nel nostro Paese”. Per questo le Ong, conclude Marelli, “da un lato considerano urgente riformare la legge italiana vigente in materia di cooperazione allo sviluppo, e dall’altro insistono per la creazione di un Consiglio di Sicurezza Economica e Sociale in seno alle Nazioni Unite, organo che deve garantire un controllo ed indirizzo in materia economico e finanziaria e non ad esclusivo vantaggio dei soliti Paesi ricchi”.