“Giorni sgomenti e intristiti” non solo per Bologna, ma “per l’intera nostra nazione”, anzi per “tutta la terra”, che sta sperimentando “una difficile stagione di inaudita violenza e di terrore”. Così il card. Giacomo Biffi ha definito i momenti che stiamo vivendo, dopo il tragico assassinio di Marco Biagi, avvenuto il 19 marzo in pieno centro di Bologna e successivamente rivendicato dalle Brigate Rosse. Guidando sabato sera la tradizionale processione delle Palme, da piazza XX Settembre fino alla Basilica di San Petronio, l’arcivescovo di Bologna ha però aggiunto: “Non lasciamoci turbare. Siamo qui a celebrare il trionfo di un Re che non vuole infliggere prepotenza e dolore, anzi si appresta a subirli”, e la liturgia della Domenica della Palme, insieme al trionfo “anticipa la narrazione dell’intera passione del Signore, fino alla sepoltura”. Cristo Crocifisso e risorto, per Biffi, “ci invita a professare pubblicamente la nostra adesione al Vangelo, perché, con l’eloquenza persuasiva dei fatti e dei comportamenti, abbiamo a recare all’umanità sviata da mille proposte di arroganza, di odio, di morte, l’unico vero messaggio di speranza, di fraternità, di vita nuova”. I due aspetti del mistero pasquale – l’immolazione e la gloria – sono “indissolubili”, ha sottolineato l’arcivescovo di Bologna; per questo la Chiesa, “accolta o rifiutata, ammirata o incompresa, amata o perseguitata, non cessa di camminare nella fedeltà dietro il suo Salvatore. Come lui, accetta con semplicità gli osanna, le rare volte che le vengono tributati; e con la stessa semplicità si dispone a essere processata e condannata unitamente al suo Maestro e Signore: tutto e sempre ha concluso Biffi ai fini di partecipare alla grande impresa della salvezza di tutti”.