Rispettare i sentimenti dei gruppi e delle minoranze religiose è un “valore fondamentale della democrazia” e “quando viene derisa la figura centrale della fede cristiana, i cristiani devono pronunciare un no deciso e pubblico”. Con queste parole il card. Cristoph Schönborn ha commentato, venerdì 22 marzo a Vienna, alla Conferenza stampa a conclusione dell’Assemblea plenaria dei vescovi austriaci, la vicenda di un volume di caricature diffamatorio sulla vita di Gesù. “L’Austria e la sua cultura sono state influenzate in maniera significativa dal Cristianesimo”, ha continuato, “e il vivere insieme in una società pluralista può funzionare” soltanto se “le convinzioni più profonde delle grandi comunità di cittadini vengono trattate con rispetto”.La trasmissione della buona novella di Gesù Cristo “è l’impegno principale della Chiesa e della lezione di religione”, così Schönborn a proposito della giornata di studio dedicata alla lezione di religione – altro argomento all’ordine del giorno dell’assemblea -, in merito al quale è emerso apprezzamento per l’impegno profuso dagli insegnanti di religione “che offrono il loro servizio per la comunicazione della fede ad una generazione in crescita” e che, in una società multiculturale quale quella attuale “mettono i giovani nella condizione, di difendere il proprio punto di vista, con le appropriate motivazioni”. Ulteriori critiche sono state espresse alla direttiva europea sui biobrevetti, in quanto la brevettabilità collocherebbe la vita umana sullo stesso piano di “ritrovati”, facendola quindi ritenere “una merce”, concetto che contrasta con il timore davanti alla creazione che Cristiani, Ebrei e Musulmani condividono.Il rispetto davanti al sacro, la Terra Santa, l’Europa, le votazione per il rinnovo dei consigli parrocchiali, l’Alleanza per la domenica non lavorata, la parola sociale ecumenica sono stati gli altri argomenti che hanno trovato spazio nel documento finale stilato dall’Assemblea.