Sono a tutt’oggi 561.250 gli italiani che hanno sottoscritto la petizione popolare promossa dal Movimento per la vita (Mpv) a sostegno della proposta di legge di modifica dell’art.1 del Codice civile presentata da 175 parlamentari di tutte le formazioni politiche per chiedere che “il principio di eguaglianza sia esteso ad ogni essere umano fin dal concepimento”, e quindi che “anche all’embrione venga riconosciuta la qualità di soggetto di diritti”. “Un numero di firmatari destinato ad aumentare perché continuano a pervenire sottoscrizioni” ha osservato stamani il segretario nazionale del Mpv Olimpia Tarzia che, insieme al presidente Carlo Casini e ad altri esponenti del Movimento ha presentato formalmente questa mattina, alla vigilia dell’inizio della discussione in Aula del testo di legge sulla fecondazione artificiale in programma domani 27 marzo, al presidente della Camera dei deputati Pier Ferdinando Casini le firme raccolte. Un gesto che, ha spiegato Tarzia, “ha il significato di una pressione culturale e politica: un conto è impostare la legge sul presupposto che l’embrione sia soltanto un ammasso di cellule potenzialmente manipolabili; certamente diverso è considerarlo un essere umano a tutti gli effetti, e pertanto titolare di diritti”. La “risposta degli italiani è stata di grande sensibilizzazione”, diversamente “dalla recente levata di scudi ideologica, spesso portata al femminile, da parlamentari che si schierano non a favore della vita e di fronte alla quale i colleghi uomini sembrano delegare ritenendo la questione di pertinenza ‘femminile’ – ha denunciato Tarzia al Sir -; eppure la tutela della vita non può essere appannaggio solo di una parte della società civile o di un credo religioso, ma è il pilastro della cultura di un autentico Stato laico che riconosce i diritti fondamentali dell’uomo come patrimonio dell’intera società”. “La proposta di legge di modifica dell’art.1 del Codice civile – ha rimarcato Casini – era già stata presentata nella forma di iniziativa popolare nel 1995, ma decadde in quanto non approvata nel giro di due legislature”; è viceversa urgente il “riconoscimento del carattere di soggetto dell’essere umano fin dal concepimento” e non solo in vista della discussione della legge sulla fecondazione assistita, ma anche come principio generale per “orientare verso leggi che in ogni campo siano sempre ispirate alla tutela dei più deboli”.