TERRA SANTA: MISSIONE DEI GIOVANI ITALIANI: L’APPELLO FINALE DEL VESCOVO DI NAZARETH

“È stato un pellegrinaggio storico”. Il vescovo di Nazareth, Giacinto Boulos Marcuzzo, ha salutato cosi’ la delegazione Cei di giovani che oggi conclude la ‘missione di pace’ in Terra Santa. “Lavorate per la pace creando un’opinione pubblica in favore della pace e quindi per la giustizia. Ci sentiamo abbandonati: chiediamo alle comunità cristiane di venire qui per una testimonianza di solidarietà e di attaccamento a questa popolazione”. Il vescovo si è soffermato sulla difficile situazione che colpisce anche i cristiani di Terra Santa. “Il tasso di disoccupazione in Israele è al 12% a fronte del 3,4 di appena tre anni fa. Nel settore arabo la percentuale sale al 19%. In particolare a Nazareth il 24% della popolazione è senza lavoro e i disoccupati arabi sono il 37%. Nei territori palestinesi lo scenario è ancora più drammatico: i due terzi non lavorano è metà della gente ha in media due dollari al giorno per sopravvivere. Il modo migliore per aiutare non è mandare soldi ma sostenere le strutture, come ad esempio le scuole. Il patriarcato non ha chiuso una sola scuola in tutta l’intifada. È un segno forte”. Il vescovo ricorda anche l’importanza di sostenere la formazione. I parroci di Nazareth, inoltre, rilanciano la proposta di gemellaggi, anche nella forma di adozioni scolastiche e parrocchiali, borse di studio per universitari, radio locali. “Se questa pace non viene dall’uomo, viene da Dio. Non dimenticate di pregare e far pregare”, conclude Marcuzzo.