CRISTIANI E MUSULMANI DI FRONTE ALLA SFIDA DELLA GLOBALIZZAZIONE

“Nel rispondere alla sfida della globalizzazaione, cistiani e musulmani dovrebbero ricordare che la religione non è un’ideologia ma un messaggio di verità, giustizia e amore. L’enfasi dovrebbe essere posta sui valori spirituali”. Così affermano il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e Muhammad Ahmed Sharif, segretario della “World Islamic Call Society” in un comunicato congiunto diffuso al termine del colloquio interreligioso sulla “cultura del dialogo nell’era della globalizzazione” svoltosi a Tripoli, in Libia, dal 16 al 18 marzo scorsi, con la partecipazione di una trentina di rappresentanti delle due religioni monoteiste, provenienti da quindici diversi Paesi del mondo. “Recenti manifestazioni di crudeltà, ingiustizia, violenza e oppressione – affermano i due esponenti della religione cattolica e musulmana – rendono urgente il dialogo come fondamentale risposta all’affermazione dell’inevitabile scontro di civiltà”. Ma “il dialogo è caratterizzato dalla mutua accettazione. Richiede rispetto gli uni per gli altri e comporta la libertà di credo e della pratica religiosa”. Inoltre, sottolineano Arinze e Sharif, “tra le qualità richieste per un dialogo che abbia successo ci sono anche un’accurata conoscenza delle posizioni altrui, la sincerità e una prospettiva spirituale”. D’altronde, proseguono, “il dialogo non è confinato alla discussione intellettuale ma include relazioni positive a livello di vita quotidiana e l’impegno a cooperare nel servizio all’umanità. La globalizzazaione crea nuove opportunità e nuove istanze per tale cooperazione volta ad aiutare i poveri, i deboli e i bisognosi, per promuovere lo sviluppo e lavorare per la pace nel mondo”. “La globalizzazione – spiegano Arinze e Sharif – è un fenomeno di natura principalmente economica, sebbene abbia molti aspetti e implicazioni culturali, sociali e politiche. La globalizzazione presenta aspetti positivi e negativi. Cristiani e musulmani vogliono lavorare insieme per incoraggiarne gli aspetti e positivi e contrastare quelli negativi e per difendere la dignità della persona umana”.