GIOVANNI PAOLO II: IL SACERDOZIO È “PER SEMPRE”, CHIEDIAMO PERDONO PER LE NOSTRE “INFEDELTÀ” (2)

Nell’omelia della Messa crismale del Giovedì Santo, inoltre, Giovanni Paolo II ha pregato “per tutti i presbiteri”, e in particolare “per quanti operano tra tante difficoltà o soffrono persecuzioni”, esprimendo “un pensiero speciale per coloro che hanno pagato con il sangue la loro fedeltà a Cristo”. Altri destinatari privilegiati sono stati, nelle parole del Santo Padre, quei “nostri confratelli che sono venuti meno agli impegni assunti con l’ordinazione sacerdotale o che attraversano un periodo di difficoltà e di crisi”. Rivolgendosi poi direttamente ai suoi confratelli, il Papa li ha poi sollecitati a dire un “grazie per il dono del nostro sacerdozio ministeriale” e a pregare per “quanti sono stati strumenti preziosi della divina chiamata nei nostri confronti”. Prima di tutto, ha detto il Santo Padre, “i nostri genitori che, donandoci la vita e chiedendo per noi la grazia del battesimo, ci hanno inserito nel Popolo della salvezza e, con la loro fede, ci hanno educato ad essere attenti e disponibili alla voce del Signore”. Accanto a loro, il Papa ha menzionato “quanti, con la loro testimonianza ed il sapiente consiglio, ci hanno guidato nel discernimento della nostra vocazione” ed i “tanti fedeli laici che ci hanno accompagnato verso il sacerdozio e che continuano a starci vicini nel ministero pastorale”. Nella prima parte dell’omelia, Giovanni Paolo II si è soffermato sulla natura “peculiare” del ministero sacerdotale, attraverso il quale “i presbiteri sono chiamati a condividere la sua oblazione in modo speciale” e a “viverla nel servizio al sacerdozio comune dei fedeli”. L’ordine, ha ricordato infatti il Papa, “è il sacramento grazie al quale la missione affidata dal Maestro ai suoi discepoli continua ad essere esercitata nella Chiesa fino alla fine dei tempi”.