GIOVANNI PAOLO II: IL SACERDOZIO È “PER SEMPRE”, CHIEDIAMO PERDONO PER LE NOSTRE “INFEDELTÀ”

Il sacerdozio è un “dono misterioso” che lega “indissolubilmente”, e “per sempre”, la vita dei preti a quella di Cristo. Lo ha detto oggi il Papa, invitando i sacerdoti a “rendere grazie” per il loro ministero “speciale”, ma anche ad essere pronti a “confessare” le proprie “infedeltà”, nei momenti di difficoltà o di crisi. Pronunciando l’omelia della Messa crismale del Giovedì Santo, presieduta dal Pontefice ma celebrata dal card. Dario Castrillon Hoyos, prefetto della Congregazione per il Clero, Giovanni Paolo II ha ripreso alcuni temi della sua ultima lettera ai sacerdoti inviata, come ogni anno, in vista della festività odierna. In particolare, il Papa ha rinnovato l’invito, rivolto ai sacerdoti, a ricorrere al sacramento della penitenza, una “sorgente di perdono e di riconciliazione” senza la quale è impossibile “essere autentici ministri di Cristo ed irradiare attorno a noi la sua pace e il suo amore”. Il Giovedì Santo, ha ricordato in particolare il Pontefice, “Gesù ha fatto di noi i ministri della sua presenza sacramentale tra gli uomini. Ha posto nelle nostre mani il suo perdono e la sua misericordia e ci ha fatto dono del suo sacerdozio per sempre”, tramite una “chiamata che ci fa avvertire come la nostra vita sia legata indissolubilmente alla sua. Per sempre!”. “Mentre rendiamo grazie per questo dono misterioso”, ha aggiunto il Papa, “non possiamo non riconoscere le nostre infedeltà”. Poi la citazione dalla lettera ai sacerdoti: “Noi tutti -coscienti dell’umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina – siamo chiamati ad abbracciare il ‘Mysterium Crucis’ e ad impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità'”. (segue).