JESUS (SAN PAOLO): ANCHE DIO AMA L’UMORISMO

Il numero in edicola di “Jesus”, mensile di attualità e cultura religiosa dei Periodici San Paolo dedica un dossier alla satira religiosa. “‘Ridere di Dio’ non è mai stato facile. Ma oggi, dopo la tragedia delle Torri Gemelle e i rigurgiti del fondamentalismo in tutte le religioni, sembra un’opera impossibile e pericolosa. Eppure, forse, sempre più utile e ‘santa’”. Con questa premessa, la pubblicazione apre un confronto sul modo di intendere il rapporto tra religione e umorismo, avvalendosi dell’intervento di opinionisti, attori e vignettisti di fede e culture differenti. Piero Pisarra si interroga sull’incompatibilità, “vera o presunta”, che sembra esistere tra religione e umorismo, per cui “le grandi religioni monoteistiche sembrano allergiche al riso e tendono a sottolineare il lato tragico della vita, a scapito degli elementi giocosi e gioiosi”. La sua radice va forse ricercata nelle Antiche Scritture, ma soltanto una lettura “superficiale” – avverte Pisarra – può trascurare la corrente, “non tanto sotterranea”, che percorre i libri della Bibbia e che mostra l’allegria come “un dono, un valore che scaturisce dalla letizia del cuore e che schiude le labbra al sorriso”. Nel dossier, mons. Luigi Bettazzi esprime il suo apprezzamento per la satira religiosa, ma invita ad usare prudenza sui misteri e sui grandi fatti del Vangelo. Interessanti anche gli interventi di Moni Ovadia e Shappi Khorsandi, esponenti rispettivamente della cultura ebraica e musulmana, per i quali l’umorismo è “deterrente all’odio”, nonché strumento per “sdrammatizzare la paura dell’Islam che cova nell’inconscio di molti occidentali”.