“Molti oggi credono che per essere potenti c’è bisogno di un forte esercito e di un grande spiegamento di forze. Infatti in molte zone del mondo gli esseri umani ancora usano la forza per conseguire i propri scopi senza curarsi delle conseguenze sulle vite altrui. La nostra terra ha visto numerosi spargimenti di sangue e tanta violenza specie in questi ultimi mesi. Ma senza esito. Adesso ci attende un grande lavoro per riportare pace, giustizia ed armonia”. Scrivono così i Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme, in un messaggio comune per la Pasqua diffuso dal Patriarcato latino di Gerusalemme, che giunge all’indomani dell’attentato di Netanya (Tel Aviv) dove un kamikaze si è fatto esplodere uccidendo 19 persone e ferendone oltre cento. “I modi di Gesù sono diversi – si legge nel messaggio -. Il suo trionfo non è raggiunto con la forza umana ma con la forza che viene da Dio. Attraverso di essa noi possiamo esultare anche quando il cammino si fa difficile. Lontano dal ricercare gli aspetti più comodi della religione dobbiamo, come i primi discepoli di Cristo, abbracciare la nostra croce e seguirlo anche quando intorno a noi ci sono le armi degli uomini”. L’invito delle Chiese è quello, dunque, di “imitare l’umile sottomissione di Gesù al Padre in tutte le circostanze della nostra vita. Il sostegno che sperimentiamo nella nostra preghiera insieme deve essere riscoperto in tempi di frustrazione, tristezza e di difficoltà. La tentazione è di chiudere la porta a Gesù”. “La Resurrezione, che festeggiamo in questo momento di caos e di confusione, – conclude il messaggio – chiede a noi Cristiani di farci carico delle sofferenze di Cristo e di lavorare per stabilire il suo regno di pace, di gioia e di esultanza. Non c’è bisogno di dire che siamo profondamente preoccupati per coloro che hanno fame, per i senza tetto, per i disoccupati. Condividiamo la sollecitudine per i feriti, molti dei quali hanno bisogno di urgenti cure mediche anche per il futuro ed porgiamo le nostre condoglianze ai familiari dei defunti”.