GIOVANNI PAOLO II AI FEDELI: “GRAZIE PER LE PREGHIERE PER LA MIA SALUTE”

“Grazie per questa vostra visita e per le preghiere che avete fatto per la mia pronta guarigione”. Con queste parole il Papa ha salutato oggi, dalla finestra del suo studio, i fedeli radunati in piazza San Pietro al termine del tradizionale udienza del mercoledì. Un’ udienza, quella di oggi, in qualche modo eccezionale, visto che per il “persistere della sintomatologia artrosica al ginocchio destro”, confermata ieri ai giornalisti dal portavoce vaticano, Joaquin Navarro Valls, Giovanni Paolo II ha dovuto lasciare vuota la sedia papale nell’Aula Paolo VI. Un invito a “non fermarci a ciò che il mondo promette, ma a considerare piuttosto quanto promette il Creatore del mondo”: così il Santo Padre, nel suo saluto, ha definito il Salmo 64, oggetto della catechesi papale letta poco prima ai fedeli nell’Aula Paolo VI. Lo spunto dell’invito del Papa è una frase di Sant’Agostino, perfettamente aderente al messaggio del salmo commentato dal Pontefice: “Il Signore Dio ti dice nel cuore: Io sono la tua ricchezza. Non curarti di ciò che promette il mondo, ma di ciò che promette il Creatore del mondo!”. In un mondo, come scriveva Sant’Agostino, “turbato da tempeste”, il Dio “che cancella il caos e il male del mondo e della storia, può vincere e perdonare la malvagità e il peccato”: in virtù della “grazia divina”, conclude il Papa nel suo commento al Salmo 64, “creato e storia sono sotto lo sguardo provvidente e salvifico del Signore, che vince le acque tumultuose e distruttrici e dona l’acqua che purifica, feconda e disseta”.