IMMIGRAZIONE: SANITÀ, MAGGIORI RISCHI SU GRAVIDANZE E AUMENTO ABORTI TRA LE STRANIERE

Difficoltà di comunicazione tra medico e paziente, maggiori rischi sanitari legati alle gravidanze, elevato tasso di abortività: questi alcuni dei problemi sanitari che vivono in Italia le donne straniere, visto che circa la metà dell’immigrazione (il 45,8% di 1.688.153 presenze regolari, compresi i minori) è al femminile. E’ quanto emerge, in sintesi, da una collana di otto monografie (“Percorsi di donne” di Carocci editore) che ripercorrono l’esperienza delle donne immigrate nel nostro Paese, con particolare attenzione agli aspetti socio-sanitari. I volumi, ad uso degli operatori del settore, sono stati presentati oggi a Roma durante un convegno. Dai dati risulta che le aree a maggior protagonismo femminile sono l’Unione europea (59,7% sul totale di quell’area), l’America Latina (68,6%) e l’Estremo Oriente (56,9%). Le comunità di immigrati in cui è invece meno rilevante la presenza femminile sono quelle musulmane. L’Albania è il Paese che conta più donne (50.922), seguita da Filippine (quasi 43.000), Romania (33.584). “La rilevanza della presenza femminile – ha detto al Sir Franco Pittau, tra i curatori dei volumi – dovrebbe indurre ad una riflessione più approfondita sul processo migratorio, e a ripensare con più serietà certe decisioni legislative in merito ai ricongiungimenti e alle possibilità di sponsorizzazione per tenere legate le famiglie. Ci auguriamo che il dibattito alla Camera sulla nuova legge venga incontro a queste richieste”. Tra le immigrate con permesso di soggiorno per motivo di lavoro una su tre svolge l’attività di collaboratrice domestica: circa 90.000 colf, di cui il 60% ha un’età media tra i 31 e i 50 anni. (segue)