LOCRI: IL VESCOVO BREGANTINI DALLA PARTE DI “LIBERA” E DEL “GRUPPO ABELE” DI DON CIOTTI

“Stupore e disappunto”: sono queste le parole usate da mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Geraci e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, per commentare il mancato riconoscimento quale “ente di formazione”, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, all’Associazione “Libera” fondata da don Luigi Ciotti; con lo stesso “stupore e disappunto”, si legge in una nota della Commissione diocesana “Giustizia e pace”, si prende atto della disdetta della convenzione tra il Ministero del Lavoro e il Gruppo Abele, che “da anni contribuisce alla lotta alla mafia grazie anche alla banda dati on-line che tiene aggiornata sulle tossicodipendenza”. Il vescovo e tutta la Chiesa di Locri, prosegue la nota, “si sentono vicini a don Ciotti, all’associazione Libera ed alle centinaia di associazioni che vi si riconoscono. Queste due decisioni governative, che respingiamo decisamente, ci inducono ad esortare a non mollare i tanti volontari raggruppati in Libera, i quali con grande senso civico e tra mille difficoltà, lottano quotidianamente per diffondere i principi del sano convivere civile, per far vincere la legalità sulla barbarie ed il malaffare”. Augurandosi che “da parte del governo ci sia al più presto un ripensamento”, Bregantini e la sua diocesi, in particolare, esprimono gratitudine a Libera “per le tante battaglie condotte nelle difficili regioni meridionali”, tra cui il “campo antimafia” di Polsi e i progetti di “educazione alla legalità” nelle scuole.