LETTERA CEI ALL’AZIONE CATTOLICA: MONS. BETORI, NESSUNA “CONCORRENZA” CON GLI ALTRI MOVIMENTI

Non c’è “contrapposizione o concorrenza” tra l’Azione Cattolica e gli altri movimenti ecclesiali, che hanno tutti lo scopo di “rifedinire il volto dei credenti all’interno della Chiesa”. Lo ha precisato mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, presentando oggi, a Roma, la lettera invitata dai vescovi all’Azione Cattolica, alla vigilia della sua XI Assemblea generale. “Se riproposta con coraggio – ha aggiunto Betori – l’Azione Cattolica può diventare un luogo di protagonismo dei laici e costituire una risorsa di fedeltà ecclesiale che nessuna altra aggregazione può dare”, in virtù della “diretta collaborazione con la gerarchia”, elemento “peculiare ed essenziale” dello statuto dell’associazione. “Né il Papa, né i vescovi”, ha ricordato il segretario generale della Cei, “hanno mai smesso di dare il proprio sostegno all’azione Cattolica o di rinnovare l’invito all’adesione”. Ciò non toglie, tuttavia, che nella storia ci siano stati “momenti di difficoltà” per l’associazione, dovuti per Betori “non tanto all’Ac, ma al cammino della Chiesa”, alle prese con fenomeni come “l’irruzione dei movimenti”, che “hanno ridefinito il volto delle nostro diocesi”. “Fiducia motivata e consegna di responsabilità”: ha sintetizzato così, mons. Betori, lo “spirito” della lettera della Cei all’Azione Cattolica, a cui spetta un “ruolo di primo piano nella varietà dei modelli aggregativi presenti nella Chiesa italiana”. Quella della Cei, ha precisato Betori, “non è un’azione di recupero, ma un’operazione convinta dell’importanza dell’Ac all’interno della vita della Chiesa” e in particolare della “mediazione fondamentale dei laici negli ambienti di vita”: Fedeltà alla propria “tradizione”, “spinta missionaria” e ricerca di “forme nuove” di presenza sono le “consegne” principali affidate dai vescovi all’Ac, la cui “promettente fioritura” – ha concluso Betori – fa ben sperare per il futuro.