In occasione della canonizzazione, domenica 16 giugno, di padre Pio, il frate capuccino vissuto per 50 anni a San Giovanni Rotondo, l’episcopato pugliese ha reso noto oggi un messaggio, in cui si legge che: “nella gioia dell’avvenimento (…) come Pastori della Chiesa, che sono in Puglia, invitiamo a prepararsi alla canonizzazione del beato Pio, con iniziative affidate alle singole comunità parrocchiali della Regione e, specialmente, ai Gruppi di Preghiera”. “L’iscrizione del frate di Pietrelcina all’albo dei santi, più che aumentare la venerazione e gli atti di culto verso il beato Pio, che comunque non mancano – si afferma nel documento – interpella le comunità cristiane, richiamandole a tendere ad una vita santa, intessuta di Vangelo, nutrita di sacramenti, capace di leggere e discernere il tempo e la storia per comunicare il Vangelo nella mutata società pugliese attuando gli orientamenti pastorali, nel prossimo diecennio”. “Le nostre Chiese particolari, nelle loro articolazioni parrocchiali e nelle loro molteplicità di associazioni, devono diventare sempre più scuole di preghiera e di santità – concludono i vescovi -, valorizzando pastoralmente il vissuto evangelico del beato, congiunto con quello dei cristiani del nostro tempo”. Infine i vescovi indicano nel “primato della fede, l’interiorità, la preghiera, la povertà, l’umiltà, la sofferenza e l’amore”, i valori di cui “il novello santo è stato testimone”.