“Una comunicazione a misura dell’uomo e attenta al bene comune, specialmente al bene dei piccoli”: è quanto auspica Giovanni Paolo II in un messaggio inviato stamani al presidente dell’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana), Emilio Rossi, in occasione del convegno che si è svolto a Roma, presso la Federazione nazionale della stampa, su “Ragazzi e media: cento incontri”. Scopo dell’evento, un bilancio dei 105 incontri promossi su tutto il territorio nazionale dall’Ucsi nell’arco di un anno per sensibilizzare famiglia, scuola e associazioni su rischi e potenzialità della comunicazione. Esprimendo apprezzamento per l’iniziativa, il Papa ha rilevato che “la presenza dei media nella società” pone “nuove problematiche” ed interpella “quanti hanno a cuore il futuro delle nuove generazioni”. “Non di rado – ha osservato Giovanni Paolo II – la televisione diventa per i ragazzi il principale punto di riferimento, con valenze e funzioni improprie, che esercitano un’influenza negativa sul loro sviluppo, soprattutto quando la fruizione prolungata arriva quasi a sostituire la presenza dei genitori”. Pochi, secondo il Pontefice, i programmi adatti ai più giovani; “è pertanto urgente realizzare prodotti che, nel rispetto delle dinamiche pedagogiche e dei valori etici, tengano conto della sensibilità e delle esigenze educative dei ragazzi”. “Non basta porre divieti a tutela del minore”, avverte il Papa; occorrono piuttosto “programmi che promuovano la crescita della persona, il senso del bene, la capacità di affrontare correttamente anche gli aspetti più difficili dell’esistenza”. Soprattutto, ha sottolineato Giovanni Paolo II, “è urgente indicare, attraverso i media, valori e modelli che facciano emergere le fondamentali verità sull’essere umano e sui grandi interrogativi che esso si pone. Tra queste, in modo speciale, vanno segnalate le verità religiose, atte a fornire risposte adeguate alle domande più profonde, che accompagnano la crescita e lo sviluppo della persona”. (segue)