“Il nuovo volto dell’Ac è fatto di freschezza ed entusiasmo per il futuro, una novità i cui germogli sono visibili nel presente perché la rigenerazione della vita associativa proviene dalle risorse che l’associazione sta già esprimendo”. Lo ha detto stamani la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi, incontrando i giornalisti prima dell’apertura dei lavori dell’XI Assemblea nazionale in programma a Roma (Domus Pacis), da oggi pomeriggio fino a domenica 28, nel corso della quale si procederà al rinnovo del Consiglio nazionale. Oggi, ha osservato Bignardi, “dopo essersi fatta carico, nella sua storia, della fede dei credenti, l’Ac è chiamata a farsi carico della non-fede, della particolare inquietudine della fatica di credere nei nostri giorni; qui si gioca il cuore della nostra risposta all’impegno richiesto dalla lettera inviataci dai vescovi il 10 aprile, ma anche dagli Orientamenti pastorali per il decennio in corso”. Intervenendo all’incontro, il vescovo ausiliare di Nazareth, mons. Giacinto Butros Marcuzzo, ha espresso viva gratitudine “per la particolare attenzione dell’Ac verso la terra delle nostre radici cristiane e verso la sua comunità”. “A tutti i cristiani – ha proseguito – deve stare a cuore il destino della Terra Santa, così come ricorda ogni giorno il Papa. Chiesa e comunità internazionale devono farsi carico di una situazione drammatica che ha raggiunto livelli inimmaginabili: da tre settimane nessuno può entrare a Betlemme – ha denunciato -, neppure il patriarca Sabbah. Il coprifuoco consente di uscire di casa soltanto per due ore ogni tre giorni, ma nella basilica della Natività neppure questo è possibile. Al suo interno i vivi sono costretti a coabitare con i morti”. “Nel corso dell’Assemblea – ha replicato Bignardi – verrà lancia l’idea di alcune borse di studio da destinare a giovani di Betlemme: un piccolo segno di solidarietà che vuol essere seme di speranza per il futuro”.