VESCOVI EUROPEI: MONS.BOZANIC (CCEE), I GIOVANI “ANTENNE SPECIALI” PER IL FUTURO DELL’EUROPA

“I giovani sono le ‘antenne speciali’ del futuro, perché in grado di sentire e indovinare ciò che accade. Perciò hanno una missione privilegiata nella Chiesa e nella società, ma va riconosciuto loro questo ruolo, che potrà dare un contributo enorme alla costruzione dell’Europa”. E’ questo il parere di mons. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e vice-presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), che così riassume il senso del X Simposio dei vescovi europei che si conclude oggi a Roma. Cinque giorni di confronto aperto e approfondito tra vescovi e giovani di tutta Europa, semplicemente “tutti cristiani” allo stesso livello, come precisa mons. Bozanic: “Dal simposio si è delineato un nuovo ruolo del vescovo, chiamato a stare ancora più vicino ai giovani, che vogliono averlo come interlocutore”. “Abbiamo vissuto in profonda comunione tra di noi – racconta – e con un atteggiamento di grande apertura a ciò che dice lo Spirito Santo”. L’aspetto della comunione, in particolare, è stato più volte sottolineato durante l’incontro: “I giovani vogliono sperimentare sempre di più la vita di comunità come luogo privilegiato di formazione e di crescita – osserva il vice-presidente del Ccee -. Al tempo stesso essi sono molto solidali con i coetanei al di fuori della Chiesa. Non vogliono sentirsi troppo diversi da loro”. All’interno del continente europeo, secondo mons. Bozanic, “sono più gli adulti a marcare le differenze tra Est ed Ovest e tra Nord e Sud. I giovani hanno voglia di conoscersi e di collaborare”. I giovani dell’Est, in particolare, “possono portare agli occidentali l’esperienza di chi ha vissuto e sofferto durante il regime, e la capacità di sopportare la croce senza perdere la speranza nel futuro. Una speranza cristiana che i giovani chiedono venga annunciata loro da maestri di spiritualità e da testimoni credibili”.