L’Islam in Europa “non ha un solo volto” ma rappresenta “fratture e sensibilità storiche diverse inventandone delle nuove”. Anche in Italia è presente un “Islam plurale”, con 600.000 musulmani di cui 370.000 provenienti dall’Africa (il 50% dal Maghreb), 140.000 dall’Europa dell’Est, 90.000 dall’Asia. Se ne sta parlando in questi giorni a Parigi (29-30 aprile), nel corso della riunione della Commissione mista Europa-Maghreb, promossa dall’episcopato francese, alla quale partecipa anche la Fondazione Migrantes, che ha fornito alcune cifre e valutazioni aggiornate sulla presenza islamica in Italia. I musulmani sono il 37% su 1.388.000 di immigrati regolari registrati a fine 2000, ma bisogna tener conto dei “ritocchi” dovuti ai rinnovi dei permessi di soggiorno, che portano le presenze straniere a 1.700.000, più una somma stimata di clandestini sulle 200-300.000 unità. Riguardo alla presenza islamica, “sembra si debba escludere tra gli immigrati musulmani la tendenza fondamentalista – osserva Migrantes -, salvo qualche raro episodio manifestatosi all’inizio della guerra in Afghanistan”. L’aumento dei musulmani, soprattutto dal Maghreb, è dovuto in gran parte ai ricongiungimenti familiari, anche se, nell’ultimo decennio, rileva l’organismo ecclesiale, “sembra subire un rallentamento per il maggiore prevalere di flussi dall’Europa dell’Est”. Per l’84% dei musulmani la religione “non costituisce un ostacolo all’inserimento nella società”, anche se in Italia, “negli ultimi anni si è registrata una recrudescenza dell’atteggiamento di sospetto e di rifiuto verso gli immigrati, in particolare verso i musulmani”. Riguardo alla religiosità dei musulmani, “sembra che non ci siano tra di loro i veri e propri atei”. Da una ricerca condotta nel Veneto – ritenuta valida da Migrantes come campione – emerge un 23% di “credenti secolarizzati”, un 7% di “sospesi” (che hanno cioè interrotto momentaneamente le pratiche religiose), un 49% di osservanti, tra cui l’8% pratica il ramadan e il 63% prega; il 15% frequenta la moschea di venerdì, anche se altre stime abbassano la frequenza al 2-3%. I matrimoni misti sono circa 13.000 l’anno, di cui un centinaio tra cattolici e musulmani, definiti dall’Istat con “notevole instabilità”.