“Contrastare le organizzazioni criminali che costringono alla schiavitù donne dell’Albania e dell’Est europeo”. Spiega così don Cesare Lodeserto, presidente della Fondazione leccese “Regina pacis”, la nascita di ‘Rete Incontra’ organizzazione che pone in relazione le diverse realtà pugliesi impegnate a difendere le vittime della schiavitù e dell’esclusione sociale”. La ‘Rete’, presentata alla stampa questa mattina, “nasce – spiega Lodeserto – dalla necessità ed urgenza di un maggiore coordinamento intorno al fenomeno della tratta su tutto il territorio pugliese”. Perciò, “‘Rete Incontra’ s’impegnerà in un’opera di informazione capillare sul fenomeno dello sfruttamento delle donne, coinvolgendo le stesse vittime in attività di accoglienza e facendo maggiore chiarezza sui testi legislativi che prendono in considerazione i due problemi”. Inoltre, “l’organizzazione – continua don Cesare – s’impegnerà a responsabilizzare coloro che vengono definiti ‘clienti’ e che rappresentano una delle realtà più degradanti della terra pugliese”. E questo, perché “la Puglia non è solo terra di transito delle vittime che sono destinate alla prostituzione in tutti i Paesi d’Europa, ma nella stessa regione – osserva Lodeserto – molte ragazze, soprattutto nigeriane, sono costrette a prostituirsi lungo gli itinerari di maggiore attrazione turistica”. Secondo i dati del 2001, nel mondo sono circa 4 milioni le persone vittime della tratta. I bambini venduti e scambiati a scopo sessuale sono circa 2 milioni e mezzo. Le ragazze vendute e destinate alla prostituzione sono 500 mila solo in Europa e, di queste, 26 mila sono riservate al mercato italiano.