“Fino a quando Israeliani e Palestinesi non riconosceranno, con una seria autocritica, i propri errori questa terra sarà sempre macchiata dal sangue”. E’ il commento di padre Peter Madros, sacerdote cattolico, docente di Sacra Scrittura all’Università di Betlemme, ai sanguinosi scontri in corso in queste ore a Betlemme e in altre città palestinesi. “Due le parole chiave di questo conflitto – afferma al Sir il docente – ‘sicurezza’ per Israele e ‘diritto’ per i palestinesi. Due parole che non si incontreranno mai finchè mancherà l’autocritica. Gli Israeliani in nome della sicurezza dichiarano di entrare solo provvisoriamente nei Territori per sradicare il terrorismo e i kamikaze provocando morti e distruzione. I torti dei palestinesi sono quelli di sparare sugli israeliani dalle abitazioni della popolazione palestinese ma anche la mancanza di realismo politico unita, a volte, ad un uso funzionale della religione”. “Quello che sta accadendo poi nella basilica della Natività è assurdo. Ho provato a parlare con i frati della basilica per sapere le condizioni dei giornalisti. Non ho ricevuto informazioni particolari perché hanno paura di ritorsioni da parte dell’esercito israeliano. I collegamenti sono tutti sotto controllo”. Non mancano iniziative volte a chiedere la fine delle violenze: “so di una marcia che dovrebbe tenersi in queste ore a Gerusalemme – dichiara p. Madros – indetta dai capi delle Chiese cristiane. Il raduno è al check point di Tantour. La marcia dovrebbe arrivare, transitando anche in automobile, sino alla chiesa della Natività attualmente occupata dai carri armati israeliani”. Lo scopo della marcia è quello ” di portare un messaggio di pace alle parti in lotta e chiedere il ritiro israeliano dai Territori”. Tuttavia, conclude p. Madros, “la vittima di questa situazione assurda è il mondo cristiano che in questo modo viene privato dei suoi Luoghi Santi”.