Per combattere la “marginalizzazione degli anziani” che caratterizza la società odierna, è necessario creare per il futuro “una società che accolga tutte le età”, fondata sull'”uguaglianza intergenerazionale”. Lo ha detto mons. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, intervenendo alla 2a Assemblea dell’Onu sull’invecchiamento, in corso a Madrid. Nella “attuale cultura della produttività globale”, ha ammonito Barragan consegnando ai partecipanti all’incontro una lettera del Papa, gli anziani “rischiano di essere considerati non utili, benché la loro stessa presenza dimostri che l’aspetto economico non è l’unico valore, né il più importante”. Secondo le statistiche, ha ricordato l’esponente vaticano, oggi ci sono nel mondo 600 milioni di persone sopra i 60 anni, il 71% dei quali vivono nei Paesi in via di sviluppo, dove aumenta il numero di persone anziane abbandonate. Ingente, ha sottolineato Barragan, l’impegno della Chiesa cattolica per questa particolare categoria di persone: le organizzazioni cattoliche, oggi, hanno 532 ospizi in Africa, 3466 in America, 1456 in Asia, 7435 in Europa e 349 in Oceania. “Promuovere la solidarietà intergenerazionale; coinvolgere le persone anziane nelle decisioni familiari e sociali: assicurare agli anziani l’accesso a tutti i servizi sociali di base, compreso il sistema sanitario; proteggere la dignità della vita fino alla sua fine naturale”: questi alcuni suggerimenti della Santa Sede per una società in cui “le persone anziane trovino il loro posto, specialmente le donne e le persone svantaggiate”. “Le persone anziane – ha detto Barragan – sono i custodi della memoria collettiva, hanno la prospettiva sia del passato sia del futuro, vivendo in un presente che possiede già il senso dell’eternità e della serenità. Non contemplano se stessi come persone che aspettano passivamente un evento distruttivo, cercano piuttosto di guadagnarsi la piena maturità di una vita che non finisce”.