Dopo Betlemme, bisogna affrontare il “cammino ancora lungo” per la pace in tutta la Terra Santa “senza scoraggiarsi”, con “fiducia” e nell’ottica della “solidarietà tra tutti gli uomini e i popoli”. Ne è convinto il card. Roger Etchegaray, “inviato speciale” del Papa in Terra Santa, che saluta “con grande gioia” lo sblocco definitivo dell’assedio alla Basilica della Natività di Betlemme, dopo “una corsa ad ostacoli molto difficile” durata 38 giorni. Raggiunto telefonicamente dal Sir, Etrchegaray ha dichiarato: “Siamo finalmente arrivati all’epilogo atteso da tutti”, felicitandosi con “tutti coloro che hanno contribuito a vincere una corsa ad ostacoli molto difficile. Voglio condividere questa mia grande gioia con tutti”, ha ripetuto il cardinale, che non ha voluto però fare alcun riferimento diretto al ruolo “politico” giocato dall’Europa attraverso la decisione di accogliere i 13 terroristi palestinesi asserragliati nella basilica. “Al di là della soluzione della tragica situazione di Betlemme – ha aggiunto Etchegaray – bisogna pensare ora alla pace su tutta la Terra Santa. Il cammino, certo, è ancora lungo, ma non bisogna scoraggiarsi, bensì avanzare con fiducia e nell’ottica della solidarietà con tutti gli uomini e con tutti i popoli”. “Betlemme dimostra che la pace è possibile”, ha concluso il cardinale, riprendendo l’immagine della “lunga catena di solidarietà, dall’Oriente all’Occidente”, già usata come metafora per la pace al rientro dalla sua missione in Medio Oriente.