TERRA SANTA: PADRE BINI (FRANCESCANI), BETLEMME NON RESTI UN “CASO ISOLATO”

L’intesa che ha permesso di “sbloccare l’insostenibile situazione verificatesi alla Natività” non deve essere “un caso isolato, ma il primo segnale di pace in Terra Santa”. E’ il commento di padre Giacomo Bini, ministro generale del francescani, alla fine dell’assedio alla Basilica della Natività di Betlemme, definita “un respiro di sollievo per tutto il mondo cristiano, soprattutto per i nostri fratelli ortodossi, greci e armeni, per le nostre sorelle minime del S. Cuore e per i confratelli del nostro Ordine che si sono offerti come garanti di incolumità contro la minaccia di un possibile eccidio”. Anche se “si tratta solo di una tappa di un cammino di riconciliazione e di intesa che si presenta lungo e difficile”, e soprattutto “rimane il rimpianto per le sofferenze, le ferite, i morti che potevano essere risparmiati”, la famiglia francescana “esprime la sua gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne di buona volontà che si sono impegnate e si impegnano per la pace”. A proposito della tragica vicenda di Betlemme, padre Bini osserva che occorrerà una “completa ed accurata ricostruzione dell’accaduto e delle rispettive responsabilità”, oltre che “la riparazione dei danni recati al santuario e alle case religiose”, intensificando gli “sforzi per “realizzare quell’efficace tutela giuridica internazionale dei Luoghi Santi” da tempo rivendicata dalla Chiesa. “Solo la collaborazione e la volontà di dialogo” hanno portato, per Bini, allo “spiraglio di luce” di Betlemme, ma ora bisogna “risanare le ferite aperte da questo conflitto tra due popoli che possono e devono convivere sulla stessa terra”, continuando a “sperare ancora in una pace che è possibile, fondata sulla giustizia e sul perdono”.