“L’ethos di una città dovrebbe essere segnato da una caratteristica sopra le altre: la solidarietà”, così Giovanni Paolo II ai sindaci di varie metropoli del mondo che partecipano alla prima conferenza sulla “glocalizzazione” in corso a Roma, ricevuti questa mattina in udienza in Vaticano. “Ognuno di voi – ha proseguito il Santo Padre rivolto ai sindaci – deve far fronte a seri problemi sociali ed economici che non potranno essere risolti se non viene creato un nuovo stile di solidarietà umana”. “Le istituzioni e le organizzazioni sociali a vari livelli, così come gli Stati – ha sottolineato il Papa – devono collaborare nel promuovere un generale movimento di solidarietà tra tutti i settori della popolazione, con una speciale attenzione ai deboli e agli emarginati. Non è solo una questione di convenienza. E’ una necessità dell’ordine morale, al quale tutti devono essere educati”. E ha aggiunto: “L’obiettivo della solidarietà deve essere la crescita di un mondo più umano per tutti, un mondo nel quale ogni individuo sia capace di partecipare in un modo fruttuoso e positivo e nel quale la ricchezza di alcuni non sia più un ostacolo allo sviluppo degli altri, bensì un aiuto”. Il Pontefice ha quindi raccomandato ai sindaci: “Coloro che esercitano il controllo politico e amministrativo hanno pesanti responsabilità per il bene comune delle persone; così come i cittadini hanno importanti doveri nei confronti della comunità”. “La chiave, la via da seguire – ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni, nel saluto rivolto al Papa a nome dei sindaci delle varie metropoli del mondo – è quella di politiche sociali inclusive, solidali, che mettano al centro il riconoscimento dei diritti di ogni cittadino, che si occupino prima di tutto di chi ha bisogno, della sofferenza che si incontra nelle vie di periferia, tra i senza tetto, gli anziani soli, tra le famiglie e i bambini in difficoltà, tra gli immigrati, fuggiti dalla povertà o dalla guerra, che trovano mille ostacoli per integrarsi pienamente nelle nostre società”.