(SIREUROPA) EUROPA-AMERICA LATINA: LE CHIESE, “GLOBALIZZAZIONE PIÙ GIUSTA E SCAMBI TRA I CONTINENTI CONTRO LA POVERTÀ” (2)

A ricordare la difficile situazione del continente latino-americano, con fortissime disuguaglianze sociali e livelli di povertà in aumento, è stato poi Patricio Aylwin Azocar, già presidente del Cile. Su una popolazione totale di 535 milioni di abitanti (compresi i Caraibi), il 43,8% del totale, ossia più di 211 milioni di persone, sono poveri. Solo nell’ultimo decennio 11 milioni e mezzo di persone in più del passato si sono impoverite. Inoltre, 77 milioni di abitanti vivono in alloggi miserevoli e 165 milioni non hanno accesso all’acqua potabile. A questo vanno unite le poche possibilità di accesso all’educazione, al mondo del lavoro e ai servizi sanitari. “Se la globalizzazione dei mercati offre ai Paesi in via di sviluppo opportunità per migliora l’integrazione nell’economia mondiale – ha affermato Aylwin – è anche vero che quando non esiste una autentica parità di opportunità a livello internazionale, le norme globali che regolano il commercio mondiale generano maggiori disuguaglianze”. La sfida non è quindi “impedire la globalizzazione ma fare in modo che funzioni in maniera equa per il bene dell’intera umanità e non solo per gli interessi particolari di alcuni Stati e imprese multinazionali”. Tra Europa e America Latina vi può essere dunque uno scambio reciproco negli ambiti più diversi (dal commercio, alla scienza, al turismo), come ha ricordato mons. Jorge Enrique Jiménez Carvajal, vescovo di Zipaquirà (Colombia) e presidente del Celam. Anche Antonio Gutierrez, già primo ministro del Portogallo, ha espresso la sua convinzione “che la globalizzazione va bene, ma non deve essere solo per pochi”. “Come esiste una coalizione globale contro il terrorismo – ha affermato – dovrebbe essere possibile crearne una contro la povertà”.